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-SALENTO DA VEDERE-

ITINERARI

Spiagge e Coste

Mancaversa

Mancaversa è la marina di Taviano, da cui dista appena 5 km, e si affaccia sullo Ionio poco più a sud di Gallipoli. Il nome si dice che derivi dal fatto che i pescatori gallipolini definivano in tale maniera la parte di costa sul versante sinistro dopo Punta Pizzo, e quindi mancino (versa-manca, da cui Mancaversa). Un’altra ipotesi è che il significato derivi dal termine dialettale baccaversa, cioè “barca rivoltata”. A favorire quest’ultima etimologia è anche un documento del 1920 di Cosimo De Giorgi, noto geografo locale del tempo, dove si riferisce alla località come “Baccaversa”.

Il primo nucleo di case a Mancaversa fu costruito intorno agli inizi del 1900 non già da pescatori, ma direttamente dalle famiglie tavianesi più agiate che volevano un proprio luogo di villeggiatura.

Con l’avvento del turismo estivo, la Marina ha visto un deciso impulso edilizio così oggi tra giugno ed agosto si popola, oltre che dagli stessi cittadini tavianesi e dei paesi limitrofi, anche da tantissimi turisti che sono attratti dal mare pulito e incontaminato assieme alla maggiore tranquillità della cittadina rispetto ad altri centri più conosciuti.

La costa è fatta prevalentemente di bassa scogliera facilmente attraversabile per il mare e dove volendo si può restare per prendere il sole. Vi sono poi anche due piccoli tratti sabbiosi, di cui il maggiore è conosciuto come “Mancaversa dei Cavalli”. La forma di questa caletta ricorda proprio quella di una staffa di cavallo ed è più indicata per andarci con i più piccoli. Se amate gli spettacoli paesaggistici, passate le ore del crepuscolo nel tratto costiero che da Mancaversa porta al vicinissimo Posto Rosso, ammirerete dei tramonti di rara bellezza! La particolarità è che sembrano durare molto più della media e il sole sembra ravvicinarsi diventando un enorme disco rosso all’orizzonte

Nell’entroterra Mancaversa cattura lo sguardo ancor di più grazie al verde curato che sovrasta le bianche costruzioni, ma anche per i parchi e i giardini perfetti per trascorrere il tempo libero specialmente con i bambini. Il turismo ha favorito la nascita di numerose strutture sportive(campo di calcio e calcetto, campi da tennis e da bocce, piscine, maneggi, oltre a percorsi studiati per la corsa campestre), di accoglienti e attrezzate strutture ricettive (hotel, locande, residence e strutture per il turismo familiare), nonché di invitanti e caratteristiche strutture di ristoro, meta di buongustai alla ricerca di sapori locali antichi e nuovi. Non mancano nelle vie i negozietti dove trovare giornali e generi alimentari più comuni, mentre sul mare troverete chioschetti e ristorantini.

Specialmente ad Agosto si tengono frequentemente feste e sagre che catturano l’attenzione dei paesi limitrofi, tra cui ricordiamo la festa dello spumone, la sagra del panino extralungo e Mancaversa in fiore, evento che richiama l’importanza della cultura dei fiori nei dintorni, attività per cui è rinomata la stessa Taviano. Ma frequentemente si tengono anche altre manifestazioni come concerti, cinema all’aria aperta e spettacoli teatrali.

La sua posizione è perfettamente strategica, infine, per arrivare sia a Gallipoli a nord, che alle marine di Ugento ed a Leuca proseguendo verso sud, permettendovi di beneficiare di costi molto più bassi.

Distanza Approssimativa: 500m

Torre Suda

Torre Suda è marina e frazione del comune di Racale, nelle vicinanze di Gallipoli e a 50 km da Lecce, oltre ad essere direttamente a poche centinaia di metri dalla Marina di Mancaversa. Come quest’ultima, quindi, si trova in posizione ideale per raggiungere sia Gallipoli a nord che Torre San Giovanni e Santa Maria di Leuca più a sud.

 

Il nome di questa località deriva dall’omonima torre costiera a forma circolare presente nella zona, alta 13,5 metri e risalente al XVI secolo, facente parte della grande linea difensiva di torri voluta in quel periodo contro le scorribande dei turchi. La torre, una volta che il pericolo turco cessò, fu utilizzata dai locali come cisterna d’acqua e le grandi infiltrazioni che ne seguirono davano al suo esterno l’aspetto di una torre che “sudasse” acqua ed è a questa seconda fase che risale l’origine del nome.

La macchia mediterranea è molto presente, regalando spettacoli di vegetazione spontanea nei pressi della costa, come ulivi, piante particolari, fiori, tra cui, ad esempio, vi mostriamo il bellissimo girasole nell’ultima foto in basso. La costa è rocciosa, costituita però da basse scogliere piuttosto piatte e levigate, facilmente accessibili ed in cui si possono portare con relativa tranquillità anche i più piccoli. Il mare si presenta molto trasparente.

Distanza Approssimativa: 2km

Lido Pizzo & Punta della Suina

Se pensate che Gallipoli sia “solo” 20 km di litoranea, affollati da stabilimenti balneari super attrezzati e fashion (di giorno e di notte), vi sbagliate. C’è molto di più: oltre 700 ettari occupati dal Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo, istituito nel 2006.

Un’oasi di pace e natura incontaminata, un angolo nascosto e lontano dal caos della movida gallipolina. Anzi, sono due le zone protette: l’isola di Sant’Andrea, a circa un miglio dal centro storico, e quel tratto di litoranea sud fra località “Li Foggi”, “Punta della Suina” e “Torre del Pizzo”.

La prima area “esclusiva” è da contemplare da lontano, fermi sull’antica isola calcarea che ospita la città vecchia. Oppure raggiungetela, approfittando delle escursioni in barca organizzate, per poter osservare da vicino e percorrere quei 50 ettari in cui l’ospite speciale è il gabbiano corso, rara specie animale che nidifica qui.

Ma non è l’unico “abitante”di oggi: c’è il noto faro, presente dalla fine del 1800 e ristrutturato più volte. In passato, invece, vi pascolavano le greggi, grazie ad un’antica fonte di acqua dolce. Se fissate bene l’attenzione, però, non vi sfuggiranno, di certo, neanche le tracce di insediamenti risalenti addirittura all’età del bronzo.

Continuate, poi, ad ammirare la bellezza “rara” di Gallipoli recandovi sulla litoranea che da Mancaversa porta fino alla “perla dello Ionio”, seguendo le indicazioni per Lido Pizzo. La costa è frastagliata, un misto di sabbia e scogli, e sullo sfondo c’è una fitta pineta popolata dalle piante tipiche della macchia mediterranea: siamo a Punta Pizzo, anticamente difesa da un presidio borbonico, ancora visibile.

 

Distanza Approssimativa: 3.1km

Torre San Giovanni (Ugento)

Torre San Giovanni è la Marina di Ugento e ne è diventata frazione. In pochi anni da piccolo borgo di pescatori è stata trasformata in una vivace stazione balneare a vocazione turistica, tra le più frequentate nel sud Salento da giugno a settembre. Tanto che in estate questo piccolo centro circondato dalle pinete cambia del tutto le sue sembianze, per la presenza di numerosi turisti attratti dalla bellezza ineguagliabile del suo mare. Il nome di questa località è dovuto alla presenza di una Torre costruita nel 1563 che in origine è servita a sorvegliare questo tratto di costa dagli attacchi di forze straniere. Nella stessa zona sono venuti alla luce i resti del porto romano di Auxentum (attivo durante il IV-II secolo a.C. come scalo militare) e, di fronte a un isolotto conosciuto come Isola delle Pazze, le tracce di un insediamento preistorico, risalente alla prima età del Ferro. In ogni caso la sua storia è antica quanto la città di Ugento ed infatti oltre al porto romano sono stati rinvenuti anche qui i resti di mura messapiche del VI secolo a.C. che fanno intuire l’importanza di questo porto nel rifornire Ozan (Ugento), quello che è stato forse il più importante centro messapico di sempre.

Nei secoli successivi la malaria si impossessò dell’area a causa della formazione di numerose paludi e costrinse la popolazione a lasciare l’approdo verso l’interno, finché a seguito del recupero costiero effettuato durante il periodo fascista nel XX secolo si consentì all’area nei dintorni della Torre di ripopolarsi, dapprima solo con pescatori e successivamente, dagli Anni Ottanta in poi, con case di villeggiatura e strutture turistiche fino alla realizzazione di veri e propri attrezzatissimi villaggi turistici.

Fuori dai villaggi turistici, la frazione non ha un centro storico, essendo stata ripopolata nel Novecento, ma non manca un corso in cui durante la stagione estiva si svolgono concerti, eventi, sagre e si passeggia. Non mancano in ogni caso nemmeno le più comuni attività commerciali come pizzerie, bar, pasticcerie, ristoranti e trattorie. Non vi sono negozi importanti per lo shopping, ma potrete apprezzare la maggior tranquillità rispetto ad altri centri dello Jonio come ad esempio Gallipoli, godere dell’affascinante vista del porto e dei locali enogastronomici di qualità. È presente anche una chiesa, quella della Parrocchia della Madonna dell’Aiuto.

 

Il paesaggio che si può ammirare a Torre San Giovanni è molto suggestivo: una folta fascia di pineta si estende fino alla spiaggia, fine e bianca, e basse dune rigogliose di macchia mediterranea proteggono l’entroterra fino al mare. Il mare lungo la spiaggia è basso, simile a una grande piscina naturale e per chi lo vede per la prima volta è una vera sorpresa per la sua bellezza. Volendo, si può restare all’ombra dei pini nei pressi del mare, per avere un’ombra ristoratrice durante le più calde ore del solleone estivo.

 

Distanza Approssimativa: 13km c.a

Torre Sant'Andrea

Torre Sant’Andrea è un piccolo centro balneare abitato solo d’estate che sorge pochi chilometri a sud di Torre dell’Orso sulla costa adriatica salentina ed a poco più di una dozzina di chilometri a nord di Otranto, pur appartenendo amministrativamente al Comune di Melendugno.
Per visitare questo posto stupendo, partendo dal Residence, è sufficiente seguire le indicazioni per Otranto passando da Maglie, attraversando l’entroterra del Basso Salento godendo del paesaggio tipicamente mediterraneo.
Distanza approssimativa: 60km c.a

Porto Selvaggio & Torre Uluzzo

Località del comune di Nardò premiata con le 4 Vele di Legambiente, Porto Selvaggio si affaccia sul mar Ionio. Incastonata nel cuore del Parco Regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano”, l’incantevole spiaggetta di ciottoli è raggiungibile da Torre dell’Alto proseguendo a piedi per una scoscesa mulattiera di circa 900 metri oppure dalla litoranea (ingresso Villa Tafuri), o ancora, per chi è amante del trekking, imboccando da Torre Uluzzo lo spettacolare sentiero a mezza costa.

La fatica della passeggiata è ripagata dallo scenario selvaggio e incontaminato incorniciato dai pini d’Aleppo. Non ci sono lidi, solo un piccolo punto ristoro. Dalla baietta si può entrare agilmente nel mare che mostra un fondale sabbioso e lentamente digradante, facilmente accessibile anche ai bambini.

Sulla sinistra, invece, sgorgano polle sorgive a pelo d’acqua che rendono il mare freddo e limpido.

Nella baia di Torre Uluzzo, nota per i ritrovamenti archeologici, si può arrivare anche direttamente dalla litoranea e, attraverso un sentiero abbastanza impervio di poche centinaia di metri, raggiungere l’aspra e selvaggia scogliera per immergersi in un mare selvaggio e incontaminato e con i fondali ricchi di vegetazione, ricci e pesci di diverse specie.

Distanza Approssimativa: 26km c.a

Santa Maria al Bagno

Santa Maria al Bagno è un grazioso paesino del Comune di Nardò posto nel mezzo della favolosa baia che va da Gallipoli fino alla punta di Santa Caterina, centro turistico da cui è attiguo tanto che le due località possono ben distinguersi ad occhio nudo l’una dall’altra e sono separate solo dal promontorio di Punta dell’Aspide.

Il paesino nasce come porto già in epoca messapica poiché un tempo vi trovavano rifugio le navi nei momenti di burrasca. Più tardi fu utilizzato dagli abitanti di Nardò come scalo commerciale. Nel 1982, infatti, è stato scoperto il relitto di una nave risalente al III secolo a.C. con un carico di anfore greco-italiche. In secoli più recenti, vista la bellezza del mare e della sua costa, i signori di Nardò incominciarono a costruirvi le loro dimore estive, ubicate a qualche centinaio di metri dal mare.

Al di là della sua Storia, la città d’estate è particolarmente viva sia di sera, quando le vie del centro sono prese d’assalto dai turisti e dai locali per lunghe passeggiate e per sostare in pub, bar o enoteche, sia di giorno. È possibile infatti trascorrere le ore diurne al mare grazie alla presenza di due piccole spiagge interne al centro urbano. Spostandosi di alcuni chilometri, poi, potrete rilassarvi in una delle grandi ed ariose spiagge nei pressi dei Laghi Alimini, un angolo di natura incontaminata facente parte anche di un parco regionale e che comprende posti incredibili come la Baia dei Turchi a nord e Porto Badisco a sud. Lungo la costa idruntina il mare è cristallino e limpido, ricco di dune, anfratti, grotte e insenature che, insieme alla vicina presenza dei Laghi Alimini, rendono questa cittadina veramente incantevole, capace di far innamorare a prima vista come il più bello dei colpi di fulmine. 

Distanza Approssimativa: 22km c.a

Itinerari

Città e Borghi

Gallipoli

Il famoso appellativo di “Città Bella” (è il significato del toponimo che deriva dalla lingua greca) le calza a pennello. Attraente, infatti, Gallipoli lo è stata sempre, fin dalle sue antichissime origini. Altrimenti non si spiegherebbe come mai sia stata continuamente, nel corso dei secoli, al centro delle mire dei vari popoli conquistatori: sul suo territorio si sono succedete dominazioni e invasioni da parte dei Romani, Barbari, Bizantini, Greci, Normanni, Angioini, Aragonesi, Veneziani, Spagnoli, Francesi ed altri ancora.

Il “miele” della città ionica, non c’è dubbio, era ed è stato a lungo il suo porto e le attività commerciali ad esso legate. Anzi, i suoi porti. Sono due, infatti, i luoghi d’approdo e ormeggio delle imbarcazioni, di cui il più antico (il porto peschereccio) sorge nei pressi della Fontana Greca e a ridosso del Rivellino, quasi al confine (segnato da un ponte in muratura del ‘600) tra il borgo moderno (il rinomato corso Roma n’è il simbolo) e la città vecchia.

Proprio così, la “Città Bella” ha due anime, e l’altro porto, quello mercantile, fiancheggia una parete di quel centro storico che sorge, anzi galleggia, su un’antica isola calcarea.

A darvi il benvenuto, nella Gallipoli di una volta, sarà il Castello Angioino, struttura difensiva ulteriormente potenziata, in epoca più tarda, dal Rivellino: li osserverete in carne ed ossa (ma anche riflessi nello specchio d’acqua su cui si adagiano) alla vostra sinistra, mentre sarete intenti a varcare la soglia (il famoso ponte) tra il presente, ricco di fascino, e l’altrettanto attraente passato. Una volta scesi dalla macchina del tempo, poi, vi ritroverete di fronte un intrico di stradine suggestive, dove la storia fiorisce ad ogni angolo: preparatevi ad una carrellata di Chiese (tra cui la maestosa Cattedrale di Sant’Agata, esemplare barocco), palazzi nobiliari ed il frantoio ipogeo di Palazzo Granafei (dove, un tempo, si produceva il fiore all’occhiello del commercio locale, l’olio lampante).

Ma Gallipoli non è solo storia, cultura ed arte. C’è il mare (e non a caso l’altro appellativo della città è quello di “Perla dello Ionio”): un manto azzurro e vellutato che ricopre il litorale sud, in prevalenza sabbioso, per una ventina di chilometri e si estende anche a nord, in località Rivabella. C’è la natura: pinete e piante tipiche della macchia mediterranea incorniciano i lidi, ma il vero capolavoro è il “Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo”, un’oasi protetta di ben 700 ettari.

 

Distanza Approssimativa: 14 km c.a

Lecce

La “Firenze del sud”? No, Lecce è unica, e chi ci abita lo sa bene. Il Barocco spopola, qui come nel capoluogo toscano, ma un ingrediente segreto rende la ricetta leccese inimitabile, ed è la calorosità tipica del meridione d’Italia, anzi dei Salentini.

Lo speciale condimento si ritrova dappertutto: lungo le stradine del centro storico, dove addolcisce la maestosità (che altrimenti, forse, metterebbe in soggezione) dei monumenti che le punteggiano; nei locali che affollano quelle viuzze, a mo’ di tante piccole badie, ossia luoghi accoglienti e confortevoli, dall’aria rustica e familiare.

Probabilmente sta in contrasti come questi (tra l’imponenza di chiese e palazzi da un lato, la semplicità della gente e il volto acqua e sapone di trattorie e ristorantini tipici dall’altro) il perché del fascino singolare del capoluogo salentino. D’altra parte, come dice il proverbio, “gli opposti si attraggono”, e qui di sicuro attraggono turisti da ogni dove che la scelgono, udite udite, in alta come in bassa stagione.

Sbaglia, infatti, chi crede che la città non sia vivibile d’estate. Forse non sa che il mare dista poco più di 10 km dal centro urbano: parliamo di San Cataldo, una delle località balneari che fanno capo a Lecce, “titolare” di ben 20 km di costa, comprendente anche i centri turistici, adagiati sulla sabbia ed affacciati sull’Adriatico, di Torre Chianca, Torre Rinalda e Frigole.
Non che in bassa stagione non si possa fare ugualmente un salto al mare (il clima spesso mite lo permette), ma bisogna sapersi organizzare con le mille e più cose che ci sono da fare e da visitare.

Una volta dentro le antiche mura (passando attraverso Porta Napoli, Porta San Biagio o Porta Rudiae) che stringono in un grande abbraccio il borgo antico, infatti, difficilmente vorrete uscirne fuori, perché rimarrete imbrigliati nella magica trama intessuta dai fili di quella storia che rivive nei vari monumenti, sulle cui facciate spiccano, in primo piano, lo stile barocco e la pietra leccese: dalla Basilica di Santa Croce a Palazzo dei Celestini affianco, dalle chiesette greche disseminate qua e là al Castello Carlo V, dai vari Musei (il “Sigismondo Castromediano”, quello della Cartapesta e quello Diocesano) all’Obelisco sul Viale degli Studenti.

Meritano una nota a parte gli scenari che si spalancano in Piazza Sant’Oronzo e Piazza Duomo: la prima dominata dalla statua del santo patrono, alta 29 metri, contornata dal Sedile, dalla Chiesa di S. Maria della Grazia e dalla cappella di San Marco; mentre nella seconda, a reggere le fila dello spettacolare panorama, c’è la Cattedrale, ma anche il Palazzo del Seminario, il Campanile e l’Episcopio.

Distanza Approssimativa: 50km c.a

Santa Maria di Leuca

Santa Maria di Leuca ha una precisa origine del proprio nome. “Leuca” venne attribuito dagli antichi marinai greci che provenivano dall’oriente, perché vedevano questo posto illuminato dal sole e perciò leukos, che significa bianco. Il resto del nome trae origine secondo la tradizione dallo sbarco di S. Pietro dalla Palestina: da numerose testimonianze è emerso che proprio qui abbia incominciato il suo processo di evangelizzazione, cambiando anche il nome della cittadina e dedicandola alla Vergine. Il nome con cui spesso viene anche associata, “De finibus terrae”,nasce invece dai Romani.

Santa Maria di Leuca è un centro balneare e peschereccio che sorge nell’insenatura tra Punta Ristola e Punta Meliso, in una magica posizione dove da sempre si crede che  il Mare Adriatico e il Mar Ionio si incontrano. In realtà questa rimane una credenza e non c’è niente di più sbagliato, infatti da tutte le cartine nautiche e dagli accordi internazionali il Mar Jonio e il Mar Adriatico di incontrano ufficialmente a Punta Palascia nei Pressi di Otranto.

Perla dell’estremo lembo d’Italia, si adagia in un tratto di costa alternato da scogliere e piccole calette di sabbia. Le numerose grotte sono di grande interesse storico e naturalistico e i fondali marini sono un vero e proprio paradiso per il turismo subacqueo. Gli anfratti della costa sono quasi tutti raggiungibili in barca e i manufatti ritrovati hanno testimoniato la presenza umana fin dal Paleolitico.

Conta poi su un entroterra prodigo di storia e cultura, di paesaggi splendidi da ammirare, di sontuose e colorate ville ottocentesche che declinano verso il lungomare. Ville eclettiche di stampo moresco, liberty e pompeiano, che si affacciano sul mare e volute secondo una vocazione turistica nobiliare risalente agli inizi del XIX secolo.

Una scalinata di 184 gradini collega il Santuario di Santa Maria di Leuca (situato in posizione prominente sulla costa e da cui godere di bellissimi panorami) al sottostante porto facendo da cornice all’Acquedotto Puglieseche sfocia in mare. Lungo la scalinata una grande cascata d’acqua celebra proprio l’Acquedotto. La sua costruzione fu intrapresa nel 1906 ma, con lo scoppio della prima guerra mondiale, i lavoro dovettero fermarsi, così i cantieri si riaprirono diversi anni dopo e si giunse a Leuca soltanto nel 1939.. La Cascata monumentale dell’Acquedotto è lunga 120 metri e porta mille litri al secondo verso il mare. È stata eccezionalmente attivata diverse volte negli ultimi sessant’anni. Solitamente, però, resta chiusa, in favore di una cascata molto più piccola che è una sorta di fontana alla base della struttura, un “richiamo” dell’originale. La colonna dal capitello corinzio fu eretta nel 1694 ed indica il luogo in cui Pietro avrebbe cominciato la sua evangelizzazione dell’Europa, mentre una croce in pietra ricorda il pellegrinaggio giubilare del 1900. Il Santuario, pur essendo la versione attuale di base settecentesca, è stato in precedenza più volte distrutto dai turchi nei secoli precedenti e secondo la tradizione la versione originale era molto antica tanto da essere consacrata per la prima volta da Pietro in persona.

Distanza Approssimativa: 35 km c.a

Otranto

Otranto, chiamata anche “Porta d’Oriente”, si affaccia a sud dell’Adriatico sul Canale d’Otranto, lo stretto tra la Puglia e i Balcani che prende il suo stesso nome. È conosciuto anche per essere ilcentro abitato ed il territorio più orientale d’Italia, nonché primo a salutare il nuovo anno, tanto che ogni Capodanno viene organizzato appositamente l’evento Alba dei Popoli.

Anticamente fu “capoluogo” di una grande provincia che comprendeva tutto il Salento comprese aree delle attuali province di Brindisi e Taranto, conosciuta come “Terra d’Otranto”, e ancora oggi conserva l’aspetto caratteristico delle antiche città commerciali che si affacciavano sul Mediterraneo.

Ai numerosi visitatori che affollano le sue coste ed il centro storico ogni anno, si mostra solare e carica di fascino orientale. Nelle giornate più limpide è possibile intravedere dalla costa le montagne dell’Albania, distanti solo 70 miglia marine.

Oggi Otranto si presenta ai turisti con l’imponenza della Cattedrale, terminata e aperta al culto nel 1088, con la sua notevole dimensione è da ritenersi la Chiesa più grande di Puglia. La sua facciata fu ricostruita dopo l’invasione turca e di incomparabile valore è il mosaico pavimentaleeseguito nel XII secolo oggi completamente restaurato. Al suo interno la Cattedrale conserva anche i resti degli 800 martiri uccisi dai Turchi durante la loro invasione.

Ma oltre alla Cattedrale, Otranto offre anche la meravigliosa visione del Castello Aragonese, assieme alle torri, i bastioni e le mura. La città dopo l’invasione fu infatti grandemente fortificata proprio per difendersi dagli attacchi nemici. Il borgo antico presenta strette strade realizzate in pietra viva, che si snodano a serpentina tra le case, oggi in gran parte adibite ad ospitare numerosi e caratteristici negozietti e attività enogastronomiche. Il porto, invece, si trova lungo la costa bassa, la sua rilevanza negli scambi con l’Oriente è testimoniata da molti documenti storici, anche se oggi ospita solo piccole imbarcazioni e pescherecci.

Distanza apprissimativa: 59km c.a